Le intolleranze alimentari riscontrate nella valutazione, possono rappresentare sia una causa che una conseguenza dei disturbi nell’individuo. Gestirle con precisione e collaborare attivamente è fondamentale per il successo del trattamento.

Le primarie sono alla Caseina, al Lattosio (in realtà è un decifit enzimatico) e al Glutine.

Vi sono poi intolleranze secondarie spesso conseguenze delle due descritte in precedenza; alle solanacee (pomodori, patate, peperoni, melanzane), alle xantine (caffè, tè, cacao), alla frutta secca, all’uovo (albume), al lievito (sostanze rilasciate durante la fermentazione) e allo zucchero.

Se sono la causa dei disturbi, la risoluzione prevede l'astensione totale dall'alimento per un periodo prestabilito, accompagnato dall'assunzione di un'acqua frequenziata con l’intolleranza riscontrata. Questo metodo rimuove totalmente i residui alimentari dall'organismo.

Qualora siano le conseguenze, si interviene sui disturbi sottostanti (parassiti, protozoi, candida). Anche in questo caso è prevista un'astensione dall'alimento, sebbene meno rigorosa. Al termine del trattamento, si effettua un controllo per verificare la risoluzione del problema, consentendo un graduale reinserimento dell'alimento nella dieta.